CAPITOLO IV – DA ARENA A SENATO

Quindi non stavo bene, lavoravo non stop da mesi, ero diviso tra la concentrazione verso il raggiungimento dei miei obiettivi e la preoccupazione nel non capire in maniera definita cosa potesse dare fastidio al corpo in quello che mangiavo.

E quella vacanza, nata in un momento chiave della mia vita, stava prendendo una piega non prevista perchè…non c’era vento da giorni. E data la mia filosofia del “è inutile lottare contro i mulini a vento”, stavo cercando in quei momenti di capire come poter approfittare al meglio del mio soggiorno in quel posto magnifico.

Esteban, come me, cercava soluzioni alternative al Kite e una sera ci ritrovamo a parlare, fra un bicchiere e l’altro, della nostra vita.

Lui, 45 anni circa, era un broker per portali come Privalia e simili…ed era abituato a lavorare sotto stress: più aumentano i tuoi guadagni, più gli errori che puoi fare aumentano di entità.

E se prima uno sbaglio poteva valere 10 euro, ora poteva valere a lui 10.000 euro.

O forse più. E di conseguenza, anche la sua filosofia di vita e il suo modo di vedere le difficoltà lavorative era mutata col tempo.

E’ sempre tutto proporzionato nella vita. I dolori grandi per te possono sembrare piccoli per me, i malesseri miei fisici che sto raccontando a te possono essere sciocchezze per te. L’unica differenza sta nella capacità di ascolto e nella voglia di aiutare gli altri, a prescindere da come il nostro punto soggettivo di vista ci fa vedere lo stesso problema.

E quella sera Esteban mi ha ascoltato come nessuno fino ad allora aveva fatto. Non con la voglia di giudicare e di insegnarmi come vivere la mi esistenza, ma provando a vedere se il suo pensiero poteva adattarsi alle mi esigenze ed aiutarmi a trovare una visione diversa e utile del percorso travagliato che avevo percorso. Sia mentalemente che fisicamente.

– “Ma tu Roberto, cosa fai nella vita? – Scoppiai in una fragorosa risata..

-” Non basterebbe una notte per spiegarti! In sostanza, ho un’azienda che si occupa di bevande, e una di promozionale “–

-” Ah, ok…e come mai solo?-

Scoppiai in un’altra fragorosa risata…

– “Questa se vuoi te la spiego..la mia donna mi ha lasciato qualche settimana fa..-

– Perchè l’ha fatto? Il lavoro? “–

– “Esatto! Anzi, precisamente, il mio essere totalmente preso e assente per il lavoro. Non so se hai idea di cosa voglia dire iniziare a

lavorare alle 7 di mattina e finire alle 10 di sera. “-

Mi sorrise, buttò giù il suo bicchiere di vino, aprì un’altra bottiglia.

– “Sai, io credo che per combattere le nostre battaglie, quella che si chiama Vita, quella che si chiama Amore, quella che si chiama

Lavoro, ci siano volte in cui dobbiamo andare nell’Arena, vestirci da Gladiatori, aspettare di entrarvi dentro guardando negli occhi il mostro da uccidervi, e, una volta che la grata si alza, correre verso il nemico infilzandolo. Ma molto spesso invece, si deve andare in Senato. Sì, si deve andare in Senato a combatterla strategicamente: capire i motivi degli scettici, cosa cambiare, studiare un piano di azione, avere la soluzione ai problemi e un piano alternativo. Entendido? “–

Cavolo se avevo capito…stavo sbagliando tutto. Stavo dando troppo peso a combattere sul campo invece che osservare tutto e strategicamente trovare la soluzione. Stavo andando come un treno senza fermarmi, lasciandomi indietro sia l mia vita privata, che

la mia salute. Non stavo bene e non stavo facendo nulla per cambiare le cose. Mi stavo comportando esattamente con quell’atteggiamento che ho sempre detestato….ed in quell’attimo, grazie alle sue parole, mi fu chiaro cosa dovevo fare. Fermarmi, respirare, ricominciare a vedere i colori intorno a me, ascoltare il mio corpo, capire come fare funzionare le aziende al meglio.

Ritornai in quell’attimo e guardai Esteban sorridendo. Mi stava osservando pensare con la classica faccia sorniona di chi sà di aver colpito e sa che la persona davanti a sè sta cambiando prospettiva grazie alle sue parole.

Sorrisi anche io e gli risposi..

-”Sì . .. ho entendido…grazie, davvero…credo di aver capito un po’ di cose questa sera..anzi, questa mattina!E’ già l’alba-
E mentre ci voltammo a guardare il mare, un’ombra ci sfrecciò accanto.

– “Marc dove stai andando a quest’ora con la tavola in braccio???? “–

– ” A fare l’amore con le onde!! “–

– “Certo…ovvio…che pirla ad averti fatto questa domanda…divertiti! –

– Ovvio che lo farò! A dopo, ti sveglio io appena torno!-

Gli specificai che la sua gentilezza non era gradita, e ci tenni a dirgli che apprezzavo ma avrei preferito dormire,visto che anche quel giorno sapevo che non ci sarebbe stato vento…

Rimanemmo ancora ore a parlare, io a cercare di capire sempre meglio come smettere di svegliarmi la mattina con elmo, spada e armatura, lui, da buon cantastorie, a illustrarmi il suo pensiero raccontandomi aneddoti su aneddoti.

E in quella serata capimmo anche quale attività sportiva potesse sostituire il kite surf.

E la trovammo.

Decidemmo di fare SUP.

 

CAPITOLO 2 – LA PRIMA SPESA, LA PRIMA CENA..IL MIO “PRIMO GIORNO” DA CELIACO

Sì, ero celiaco.

Ho ringraziato il dottore per avermi detto finalmente cosa avessi, mi sono chiuso la porta alle spalle, e, passo dopo passo verso la macchina, ho cercato di capire come la mia vita dovesse cambiare. Salito in macchina, seduto al volante, sono rimasto un attimo in silenzio a riflettere.

– “ E ora? Da dove inizio? Io sono abituato essere autonomo, a non pesare su nessuno, a mangiare ciò che voglio, a fare della vita ci ò che voglio. Ora, devo cambiare tutto. Da dove comincio? Ok…chiamo lei, inizio da lei.. ”

Il telefono ha suonato per qualche attimo,la sua voce mi diede subito quel senso di leggerezza che in quel momento era una manna dal cielo.

– “ Elisa…sono celiaco ”

Elisa. La mia donna.

Lei è stata la persona che per prima avvisai della diagnosi. Lei mi ha fatto vivere l’inizio del cambiamento in modo tranquillo, quasi come se lei, dentro, celiaca lo fosse sempre stata. Con delicatezza ha eliminato tutto ciò che in casa potesse contaminare i cibi.

Avete capito bene.

Contaminare!

Perchè uno dei più grandi problemi per i celiaci è la contaminazione. Se il tutto si limitasse a comprare alimenti senza glutine non ci sarebbero problemi. Perchè celiaco non vuol dire stupido. Quindi un celiaco riesce (quasi sempre) a scegliere e a controllare i prodotti che compra, eliminando quelli che contengono glutine.

La questione riguarda gli altri.

Briciole.

Mestoli con i quali si è cucinato prodotti “glutinosi”.

Posate.

Elisa ha reso in pochissimo tempo la nostra Casa il posto ideale per permettermi di essere sereno e un po’ meno attento, certo che lei, con la sua cura per me, ogni giorno controlla che tutto sia in ordine (non per niente ho scelto lei o forse lei ha scelto me).

Finita la chiamata con lei, avvisai i miei genitori. Ecco.

Loro meriterebbero un capitolo a parte. Vi dico solo che mia mamma mi assicurò, alla fine della telefonata, di aver capito tutto e che si sarebbe a breve informata sulla celiachia per permettermi di andare tranquillamente a casa loro per le feste. Perchè sì, per un attimo me ne ero scordato, ma era Natale.

Il 25 dicembre sarebbe arrivato tra poco più di 48 ore.

E la vita aveva deciso di regalarmi prove un po’ particolari da superare. D’ora in avanti sarei stato per sempre diverso. Non per mia scelta, ma per fattori che dipendevano anche dal mio DNA.

Almeno in parte.

Perchè fino a quel momento io la mia vita l’avevo vissuta…al “limite”.

E mia mamma sapeva lo sforzo che facevo tutti i giorni per portare avanti le mie aziende e lo capiva perchè

 anche lei è un commerciale. A più di 50 anni continua a seguire un’attività di promozione nelle farmacie.

E devo dire che se la cava ancora parecchio bene.

Chissà questo mio spirito da venditore da chi cavolo l’avrò preso…

Era ancora il 22 dicembre.

E io pensavo e ripensavo.

Non vi era cosa che potesse distrarmi dalla celiachia in quel momento…Mi sono accorto del cambiamento che la mia vita aveva preso quando sono andato quel giorno nella Bio Bottega a comprareil mio nuovo cibo . E come un esploratore alla ricerca del nuovo Mondo, anche io sono entrato in quello strano e mai visto supermercato con slancio e curiosità.

– “ Buongiorno, sono celiaco. Dove posso trovare il cibo per me? ” –

– “ Buongiorno, nello scaffale lì in fondo ” –

Me lo ha indicato senza dimenticarsi di accompagnare la sua indicazione con un sorriso di compatimento misto tenerezza. Mi sono diretto verso quello scaffale a passi lenti e circoscritti ed ho incominciato a fissarlo

– “ Bene…da dove inizio??Ma io dico….proprio a me, che mi sono sempre fatto pranzi e cene come se non ci fosse un domani, che ho sempre assaggiato di tutti e voluto categoricamente tavole imbandite al mio arrivo a casa di ogni cosa…io…vabbè… appunto per questo vediamo di trovare una soluzione…non faranno cos ì schifo queste cose..fammi leggere gli ingredienti.. ” –

5 ore.

Già.

Da quel pensiero alla mia uscita dal negozio passarono ben 5 ore. 5 ore in cui mi è stato chiaro che in quello scaffale c’erano, sì e no, 200 prodotti per i celiaci. E di questi 200,zero dolci “commestibili” per i miei gusti. Ma durante la lettura attenta delle etichette, una signora mi si era avicinata e mi aveva sorriso senza compatirmi

– “ Ciao…posso aiutarti? ” –

– “ Ciao!Guarda…sono celiaco..ma l’ho scoperto oggi!!Ecco…io sto guardando questo scaffale, sto leggendo le etichette, mi sto sforzando…ma è possibile che non ci sia nulla di veramente buono per noi qui? ” –

– “ Ahahahah…anche io lo sono e purtroppo ti devo dire che ti dovrai un po’ abituare…o meglio: per quanto riguarda il salato, se cerchi bene, cose buone le trovi…anche la pizza per celiaci è buona! Ma per quanto riguarda i dolci…bhe, lì è un problema…non c’ è quasi nulla. Non ti dico che fatica ho f atto a casa con il mio bimbo…zero torte e zero thè delle 5 con il biscottino. E in questo periodo poi…pensa, devo fare attenzione a baciare il mio compagno subito dopo che ha mangiato i dolci di cui lui, “ persona normale ”, è ghiotto! Però aspetta che ti do una mano.. ” –

Lei, per gran parte del mio tempo speso nella Bio Bottega,mi ha aiutato e mi ha fatto così capire che,forse, chi ha un problema vero di salute vuole solo essere aiutato a vivere un’esistenza normale senza essere compatito.

Carico di prodotti mi diressi verso casa dei miei genitori. Mi aspettavano per cena.

– “Roby!Come stai???Ti vedo sciupato!” –

– “Mamma…è impossibile..non ho ancora inizato la dieta,e non ci vediamoda 5 gg..”–

– “Se lo dici tu…comunque, guarda, ho trovato queste gallette! Assaggiale!!Ho preso per stasera te tutti prodotti adatti alle tue nuove esigenze, e devo dire che le ho assaggiate e non sono male!”–

– “Mmmmm…buone!Mamma hai capito quindi cosa posso mangiare e cosa non posso mangiare?” –

– “Certo! Per chi mi hai preso!!Mi sono documentata, ho capito tutto!!Vedrai, non sarà così difficile adattarsi…ne gioverai in salute!” –

– “Speriamo Mamma..ma, dove le hai prese queste gallette? No perchè io ho girato un po’ oggi ma non ho trovato nulla di così buono per me..” –

– “Ma la Mamma è sempre la Mamma!!In realtà non ci ho messo tanto,le ho trovate all’Iper vicino casa..” –

– “Aspetta…fammi leggere gli ingredienti…MA MAMMA!!!!!GALLETTE AL FARRO??????” –

– “Eh che c’è!Non puoi mangiarle??” –

– “MAMMA….meno male che avevi capito tutto!!”-

Le rispiegai tutto e finito il mio summit, accertatomi che tutto le fosse chiaro, sono passato in cucina dove mio padre stava cucinando la carne.

– “Roberto!!Guarda qui che bella carne!E senti che profumo!” –

– “Almeno tu papà hai capito cosa posso mangiare e cosa no…effettivamente ha un bell’aspetto!” –

– “Sì!” –

E mentre mi mostrava la bellezza della fettina che stava cucinando ha presoda una busta un bel grissino fresco di panificio, l’ha spezzato sopra la carne, ed ha incominciato a sgranocchiarlo.

– “Papààà!NO! Se mi cucini la carne ma la contamini con il pane,è come se tu mi cucinassi glutine!!” –

– “Davvero?” –

Non avevo parole belle da dirgli. L’unica cosa sensata da fare era chiamare per una pizza.

E l’ho fatto…

CAPITOLO 1. 22 Dicembre 2014

Eccomi.
Alto, sportivo, eccentrico ed egocentrico, velatamente irritabile ma dallo sguardo chiaramente buono.
Ironico e pungente, ma acuto e intelligente. Forte e determinato, convinto che impegnare la vita in funzione di ideali sia molto meno interessante che impegnare la propria esistenza provando, ovviamente per riuscire, a costruire la propria realtà per viverci in maniera eccellente.
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