CAPITOLO V – KEEP CALM AND….SUP!

Decidemmo di fare SUP. Che non è un tipo di cucina, né c’entra con le auto. E’ l’acronimo di  Stand-up paddl ) Bisogna imparare a cavalcare l’onda e a conoscere le correnti, ovviamente, però si può cominciare anche senza onde a remare sulla tavola in ginocchio o in piedi. E’ quello che, sicuramente, almeno una volta avete visto fare e avete commentato ridendo!

In Polinesia il Sup è quasi uno sport nazionale. E ha anche una tradizione storica: 5 mila anni fa lo praticavano le popolazioni native. Alle Hawaii non c’è praticamente bambino o anziano che non abbia la sua tavola.
Ed erano due le cose che ci avevano convinto.
La prima è che lo sforzo fisico sarebbe stato tale da farci venire degli addominali incredibili.
La seconda, più importante, è che vi erano numerosi percorsi da fare che portavano a vedere relitti e calette meravigliose  dove tuffarsi, nuotare, rilassarsi e riflettere. Le escursioni erano incredibili: mare blu profondo incontaminato, il sole caldo che ci scaldava il volto, relitti e cale da scoprire solo per chi davvero voleva respirare la Natura senza avere la pretesa di cambiarla o la stupidità per rovinarla.
Conoscere e scoprire posti nascosti al largo della costa è stata per me un’esperienza unica.
Perchè fra tutte le cose a cui non si pensavo mai era il contatto con la Natura.
I miei fine settimana da bambino erano stati sempre caratterizzati da orti, vigneti, galline.
Vedere la vera forma delle mele, la vera consistenza delle uova, il vero gusto del pane e dei pomodori, mi rendo solo conto ora ciò quanto non abbia prezzo. Sorrido sempre nel vedere uova di dimensioni abnormi ma, soprattutto, identiche in una stessa scatola: perchè sì, la mia Pina, la mia gallina preferita dalla nonna, sfornava ogni mattina uova di dimensioni diverse. Era impossibile trovarne una uguale all’altra. Ma era semplice riconoscerne il gusto fantastico quando mi facevano a merenda il panino con la frittata…ed ancora più ineguagliabile era il colore vivo del suo tuorlo, di un rosso che a fatica mi è capitato di rivedere.
Fra la frenesia della vita che avevo intrapreso, e gli impegni a cui mi dedicavo, non vi era modo per farmi ritornare alle  mie origini e farmi riassaporare sapori dimenticati.  L’odore della rugiada al mattino, il peso ovattato dell’afa e della calura pomeridiana, le camminate nei frutteti solo con l’illuminazione della Luna e la compagnia delle lucciole, quelle vere!!
Quindi sì, quelle escursioni mi rigeneravano ogni volta che il paesaggio mi dedicava quadri  intensi e freschi.
Mi sentivo meglio, “più nuovo”.
Ed un giorno, dopo una delle stupende “passeggiate” in mare, decisi anche di iniziare a modificare quanto di più sbagliato stavo facendo…
Saranno state le 14.30. Quanti di voi hanno perso la cognizione al mare del tempo e dello spazio e si sono accorti di dover mangiare da quanto il sole scaldava e soprattutto….da quanto lo stomaco brontolava??
Io ed Esteban quel giorno eravamo esaltati come due bambini per i progressi che avevamo fatto son il SUP. A breve avremmo potuto usare le tavole da Surf che erano più strette e a punta. Sono tavole che permettono di cavalcare le onde ma sono più instabili e serve un po di pratica per poterle utilizzare. La tavola “completa” è quella lunga, larga ed estremamente stabile.
Mah…avevamo anche fame. Molta.
“Non so tu Roberto ma io andrei a mangiare ora…sto morendo di fame!! Mi sbrano una fetta di carne, patatine, un bel bicchierone di vino…e poi credo un bel pisolino!!”
“Ti potrei dire che renderesti fiero ogni italiano…ma ti dovrei spiegare il motivo!! Io non so sai….sto bene in questi giorni e non vorrei innescare nuovi malesseri nel mio corpo…. ”
“Ma va Roberto!!Dai siediamoci, ripigliamoci a dovere dopo tutto questo sport ne abbiamo sicuramente bisogno”
“Dai ok, mi hai convinto!!”
La taverna sulla spiaggia godeva di una vista spaziale…il vento era caldo, il cielo azzurro e il mare luccicava. Sì, mi sentivo rigenerato. Arrivò il cameriere a chiederci cosa volevamo da mangiare…lo guardai un secondo con il menù in mano. Non potete capire quanto fu strano per me ordinare finalmente qualcosa di sano. Sì, iniziare a prendermi cura del mio corpo.
Una mega mega….insalatona! E acqua!
Iniziai a mangiare in modo molto più attento, a provare a curare tutti i malesseri che sentivo, e a vivere più in sintonia con il mondo che mi circondava….
CAMBIO TUTTO E ME NE SBATTO
E così cominciai il mio percorso di redenzione…