MASTICAZIONE? VAI PIANO!

“Robertino vieni?

Robertino dove sei andato?

Robertino dove sei finito?

Robertino ricordati di andare a prendere le uova che ha fatto la gallina….

Dai Robertino che poi ti devi lavare le mani e venire a pranzo…..

Dai Robertino tuo fratello è già qui che aspetta ….”

Mia nonna mi chiamava sempre Robertino, quanto ho odiato quel nomignolo…

Non so per quale motivo forse perché era troppo lungo, forse perchè mi ricordava il fatto di essere il fratello maggiore ma più basso di molto…non lo so…comunque l’ho sempre odiato!

Quella era l’estate del 1987 e, come succedeva tutti gli anni con la chiusura della scuola, passavo del tempo in campagna a Caluso di Mazzè con i miei nonni paterni. Le giornate trascorrevano lentamente con un ritmo che si adeguava alla campagna e non ai ritmi che solitamente bisognava tenere in città.

Quindi ogni estate avveniva una trasformazione della mia vita passavo da cittadino ad ALLEGRO CONTADINO!

Di quel periodo mi ricordo molto bene i profumi, la freschezza dell’aria, l’assordante silenzio della notte, il ribollire di versi di animali durante le giornate che sembravano tutte uguali ma in realtà insegnavano ogni giorno qualcosa di diverso e facevano apprezzare le piccole cose.

Ma… torniamo noi.

Ah ecco!

Mi cercava mia nonna e io, come molto spesso accadeva, ero intento a giocare con Briciola, il cane che avevamo trovato l’anno prima assieme ai miei genitori durante l’inverno e avevamo deciso di portare ai miei nonni per dargli la possibilità di vivere in un contesto più adeguato.

In quel momento la nonna mi stava cercando per farmi andare a prendere le uova:

“Cavolo, devo fare attenzione a non romperle! La scorsa settimana per la fretta e l’emozione, manco le avessi fatte io, ne ho schiacciata una, e mi sono sentito in colpa da morire!”

Porgendogliele, tutto fiero, le ho detto -“Ecco nonna, hai visto che belle?”-

Erano una più rosata e una più grigia; mentre ora siamo abituati a uova che sembrano fatte con lo stampino.

Qui potremmo aprire lunghi capitoli sulla differenza tra le uova che mangiavo da bambino e quelle che ho mangiato negli ultimi anni o tra quello che era il piccolo allevamento di 4-5 galline di mio nonno e gli allevamenti moderni.

Ma questa è sicuramente un’altra storia…

Ritorniamo seriamente a noi!

-“Nonna mi lavo le mani e arrivo subito…cosa avete fatto buono per pranzo?”-

-”Robertino, come piace a te, abbiamo fatto tagliatelle all’uovo burro e salvia. Sono state fatte dal nonno proprio questa mattina! Poi abbiamo un’insalatona mista con la verdura dell’orto e la frutta dello zio Germano!”-

Mio nonno adora fare la pasta all’uovo ed è veramente uno spettacolo vederlo lavorare con la sua fedele Imperia!

Le sue tagliatelle erano eccezionali, e mio fratello ed io riuscivamo sempre a far disperare mia nonna perché le mangiavamo aspirandole e non masticandole… Quale valore perduto nella saggezza popolare contadina di un tempo, cose semplici e rimedi pratici per ogni situazione.

Chiaramente sono passati trent’anni e il mondo ha un volto decisamente differente rispetto ad allora ma, da quando ho scoperto di essere celiaco, ho incominciato a riflettere anche sulla digestione e le raccomandazioni di mia nonna mi sono tornate in mente.

Con tutti i problemi digestivi che ho, sicuramente una soluzione è rieducarmi a mangiare in modo adeguato, a partire dalla masticazione. Tanto male non può farmi e, visto che ci siamo, sono andato a cercare su internet cosa si dicesse al riguardo scoprendo una grande quantità di studi e narrazioni al riguardo; dagli studi scientifici di Horace Fletcher “the masticator” a quelli del dott. Kellog (proprio quello dell’omonima marca di fiocchi di cereali) a chi è sopravvissuto molto probabilmente imparando a masticare molto, molto a lungo, come il padre di Lino, Antonio Stanchich, che ha scritto il libro the Power Eating Program, in cui racconta le sue rocambolesche avventure.

Quindi, in sintesi: più si mastica più si riesce a permettere all’organismo di gestire la digestione in modo efficiente prevenendo moltissimi problemi legati a intolleranze reflusso.

Da uno studio pubblicato sulla rivista scientifica “American Journal of clinical nutrition” sembra emergere che masticare almeno 40 volte riduca le calorie ingerite del 12%.

Lo studio è stato svolto dall’università Harbin in Cina “è possibile che la masticazione abbia un ruolo nella regolazione degli ormoni intestinali , che conseguentemente influenzi la quantità di cibo ingerita durante i pasti” sostanzialmente chi mastica per almeno 40 volte il cibo invece delle 15 volte riduce le calorie ingerite perché l’ormone dell’appetito, la grelina è minore a fine pasto rispetto a quello che stimola la sazietà la colecistochinina. Il bilanciamento di questi ormoni avviene perché lo stimolo di sazietà viene inviato dopo 20 minuti da quando si è iniziato il pasto. Se una persona ingerisce meno cibi dal momento in cui incomincia a mangiare quando riceve il messaggio di sazietà ovviamente, mangerà meno.

Oltre a questo quando arrivano nello stomaco pezzi di cibo non masticati a sufficienza iniziano ad aumentare i batteri nocivi e di conseguenza gas, gonfiore nello stomaco, stitichezza, dolori e crampi addominali.

La scarsa lavorazione dei cibi da parte della bocca porta anche ad acidità gastrica (che viene ridotta dalla basicità della saliva), reflusso gastro-esofageo, distensione gastrica, reflusso biliare, tempi digestivi prolungati, gastralgie, meteorismo e sonnolenza.

I vantaggi della corretta masticazione sono molteplici:

  • nutri meglio il tuo organismo che assorbe i nutrienti consumando meno energia e in maniera più efficiente;
  • mantieni il giusto peso perché stimoli prima un senso di sazietà;
  • mantieni i denti e la bocca in salute perché attraverso una masticazione prolungata
  • elimini i batteri e rinforzi i denti;
  • eviti eccesso di batteri nello stomaco che si formano con la fermentazione dei cibi durante il transito e per la prolungata lavorazione;
  • ti godi meglio il cibo perché i cibi naturali sprigionano tutti i loro sapori attraverso una lenta lavorazione.

Se mangiamo troppo velocemente, inoltre non esercitiamo il gusto che viene sviluppato da cibi adeguatamente masticati. Così le grandi aziende propongono prodotti con gusti molto forti, sia per i dolci sia per i salati, appiattendo il sapore e favorendo la necessità di ingerire grandi quantità di cibo velocemente per prolungare la sensazione di piacere generata dai sapori forti… Mah…

A tutto ciò aggiungiamo che il pranzo è diventato un lusso, io stesso vivevo negli autogrill e il pranzo durava 10 minuti in cui ingurgitavo 2 panini a velocità warp 9,6.

E così ho escogitato alcuni trucchi per rallentare la masticazione: durante il pranzo dopo ogni boccone cerco di posare la forchetta così sono obbligato a far passare più tempo,come si faceva in macchina negli anni 60 ho fatto un bigliettino di carta su cui ho scritto “VAI PIANO!!!“ Ogni tanto mi capita di leggerlo e se non mi convince a rallentare almeno a volte mi strappa un sorriso e questo per il momento mi basta.

A casa è più complicato perché con un bimbo piccolo facciamo i turni per dargli da magiare e abbiamo il tempo contingentato, ma anche in questo caso ho cercato di rallentare:aspetto che vadano tutti a letto e ceno con tutta calma, anche se questo significa cenare alle 21,30-22,00 mentre imbocco il bimbo, un cucchiaino a lui e un boccone a me, anche se dipende da quanta fame ha il piccolo Tigrotto.

Quindi, anche se “da vecchio”, ho incominciato a seguire i consigli della nonna!

Se l’avessi fatto prima ma …

… nessuno è perfetto

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